I rischi sulla salute legati all’inquinamento indoor

In media le persone trascorrono tra l’80 e il 90% del loro tempo in un ambiente chiuso come casa, scuola, ufficio, ma anche in ristoranti, musei, negozi, ospedali e mezzi pubblici. Una percentuale che sale ulteriormente in un 2020 in cui si è assistito ad un utilizzo di questi spazi ancora più significativo a causa del Covid-19.

Purtroppo, si considera ancora troppo spesso come unico inquinamento quello esterno, senza tener conto del tempo trascorso indoor e ignorando gli effetti che alcuni comportamenti adottati nelle abitazioni possono intaccare sulla salute e il benessere di tutta la famiglia.  L’utilizzo di particolari vernici, lacche, pesticidi, prodotti per la pulizia come detersivi, adesivi, colle, stufe, stampanti, fotocopiatrici, ma anche abitudini come la scarsa ventilazione degli ambienti e il fumo di sigaretta possono provocare conseguenze significative sulla salute.

La qualità dell’aria respirata negli ambienti chiusi, quindi, influisce direttamente sul benessere quotidiano di ogni persona che lo frequenta ed è per questo motivo che essere consapevoli dell’esistenza di sostanze inquinanti indoor diventa fondamentale per ridurre il più possibile i rischi sulla salute.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’inquinamento indoor è al terzo posto tra i fattori di rischio per la salute umana e tutti gli ambienti chiusi possono nascondere dei “veleni”, potenzialmente nocivi. 

In questa risorsa vediamo quali sono i principali effetti sulla salute causati dall’inquinamento indoor.

Gli inquinanti indoor più diffusi

Possono essere molte le cause di inquinamento in spazi chiusi e il più delle volte derivano da comportamenti apparentemente innocui. Ad esempio: una ventilazione inadeguata, livelli alti di temperatura e umidità, ma anche fumo di sigaretta, gas e idrocarburi dati dall’uso dei fornelli in cucina. Oppure da oggetti di uso quotidiano non selezionati con cura e che disperdono nell’ambiente elementi tossici per la salute. Ne fanno parte: deodoranti per ambienti, prodotti per la pulizia che contengono agenti chimici come alcol, cloro, ammoniaca, naftalina, acetone e solventi derivati dal petrolio.

Per salvaguardare la propria salute è bene, dunque, prestare attenzione a:  

  • apparecchi a combustione (stufe a legna o pellet, fornelli e altre fonti di calore);
  • materiali da costruzione e d’arredo (isolanti, vernici, diffusori per ambienti, candele di paraffina ecc.);
  • prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa, per l’igiene personale, per hobbistica (detersivi aggressivi, filtri dell’aspirapolvere sporchi ecc.);
  • inquinanti di origine biologica come muffe, pollini, alghe e allergeni degli animali domestici;
  • polveri sottili che sono in grado di provocare difficoltà respiratorie, scatenando allergie;
  • fumi derivanti dal tabacco, pesticidi, solventi, vernici, cosmetici, lacche, deodoranti;
  • una presenza massiva di persone in uno spazio chiuso e piccolo oppure un’alta diffusione di piante che saturano il CO2;
  • smog esterno che entra in casa dalle finestre o da spifferi;
  • inquinamento elettromagnetico, connesso alla generazione di campi artificiali.

Buona parte delle problematiche è riconducibile ad elementi che sono frutto del progresso e del benessere odierno, quali  la generazione di energia, i trasporti e le industrie, e da materiali di scarsa qualità.

I principali effetti sulla salute causati dall’inquinamento indoor

L’aria negli ambienti chiusi (come case, uffici, scuole e edifici pubblici) può essere fino a 10 volte più inquinata di quella esterna perché questi luoghi permettono agli agenti tossici di proliferare più che in ambienti aperti. 

Sebbene non sia possibile sapere con esattezza quali siano le dirette conseguenze che porta un’esposizione prolungata in un ambiente indoor inquinato ciò che è certo è che respirare sostanze tossiche provoca, nel lungo periodo, un indebolimento del sistema immunitario, causando gravi disturbi e patologie. 

Secondo il sito del Ministero della salute, infatti, l’inquinamento dell’aria interna contribuisce ad aumentare l’incidenza di malattie nella popolazione, anche a bassi livelli e in brevi periodi di contatto.

L’inalazione di queste sostanze può causare:

  • allergie;
  • irritazioni a naso e gola
  • occhi arrossati e gonfi
  • asma;
  • mal di testa;
  • insonnia;
  • spossatezza e stanchezza cronica;
  • vertigini;
  • nausea;

Se poi l’esposizione è prolungata ci possono essere anche delle situazioni croniche più importanti come malattie dell’apparato respiratorio, bronchiti, polmoniti e problematiche a livello dell’apparato cardiovascolare. I soggetti più a rischio sono sicuramente i bambini, le donne in gravidanza e le persone anziane. Infatti, è stato provato che gli effetti sulla salute di alcuni inquinanti possono influire anche sui feti, intaccando sia il sistema respiratorio che quello cardiovascolare, endocrino e nervoso.

È dunque chiaro che monitorare l’aria all’interno di spazi chiusi dovrebbe trasformarsi in un’abitudine e che dare per scontato la sua salubrità è uno sbaglio che può compromettere il benessere di tutta la famiglia

La sindrome dell’edificio malato

La sindrome da edificio malato, il cui acronimo è SBS (Sick Building Syndrome), è una vera e propria malattia riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e utilizzata per descrivere una serie di sintomi accusati dagli occupanti di un edificio inquinato. Queste problematiche sono avvertite durante la fase di permanenza all’interno della struttura e passano in fretta una volta fuori dell’edificio

È appurato che una scarsa ventilazione degli ambienti domestici e lavorativi genera un aggravamento dei sintomi della sindrome da edificio malato e in generale sulla salute e il benessere delle persone che lo frequentano. Altre cause complementari allo scarso ricambio d’aria, sono condizioni non idonee di illuminazione, rumorosità ambientale e la presenza di inquinanti, nello specifico:

  • di provenienza interna, quali formaldeide, VOC e monossido di carbonio;
  • di provenienza esterna, quali particolato, smog e inquinanti aerodispersi che possono entrare dalle finestre;
  • di origine biologica, come batteri, muffe e pollini.

I principali indicatori che portano a pensare di essere affetti dalla SBS sono irritazione ad occhi, naso e gola, mal di testa e un calo di attenzione e concentrazione sul lavoro, con un’incidenza significativa sulle prestazioni fisiche e mentali.

Come ridurre gli effetti dell’inquinamento indoor

Per ridurre le conseguenze provocate da ambienti interni inquinati bisogna innanzitutto conoscere le problematiche (se esistono) dell’edificio in cui si vive o lavora. Un ottimo modo per sapere su cosa agire è l’utilizzo di un misuratore di qualità dell’aria, uno strumento che permette di rilevare i livelli di temperatura, umidità, tCOV, CO2eq, PM 2.5 e PM10 all’interno di ogni stanza. 

Una volta compreso su quali elementi agire, si possono adottare degli accorgimenti quotidiani per aumentare il benessere di tutta la famiglia. Si tratta di azioni facili che partono da buoni abitudini e uno stile di vita più salutare. 

Per esempio:

  • evitare di aprire le finestre nell’orario di punta del traffico, per non far entrare smog e inquinamento atmosferico;
  • evitare di fumare in casa;
  • limitare l’uso di colle e solventi;
  • lasciare le scarpe all’ingresso, evitando così di portare in casa microbi, allergeni e batteri che provengono dall’esterno;
  • passare frequentemente l’aspirapolvere e cambiare il filtro. 
  • preferire i detersivi naturali a quelli industriali;
  • inserire in casa alcune piante purificatrici dell’aria;
  • ridurre al minimo la presenza di moquette e tappeti, specialmente nelle zone quali il bagno (dove c’è alta umidità) e la cucina (dove circolano i vapori del cibo, ad alto contenuto di umidità e sostanze grasse aerodisperse);

Vuoi saperne di più sul tema dell’inquinamento indoor? Nella nostra sezione Risorse Utili trovi tutto ciò che ti serve per capire ciò che danneggia la salute della tua famiglia e i nostri consigli su come risolvere il problema.